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P. Angelo Cavagna SCJ

CENTENARIO DELL'ENCICLICA

RERUM NOVARUM” DI LEONE XIII

Commissione Generale pro Beatificazione di p. Dehon

Curia Generale SCJ

Roma - 2004

CENTENARIO DELL'ENCICLICA RERUM NOVARUM" DI LEONE XIII

La preparazione di p. Dehon all'apostolato sociale avvenne attraverso la S. Vincenzo e gli studi personali. Precorse e propagò la Rerum Novarum. Fondò opere, promosse congressi, scrisse libri e si impegnò per il rinnovamento sociale dei preti e del Terz'Ordine di s. Francesco.

„Bisogna che il culto del cuore di Gesù, iniziato nella vita mistica delle anime, discenda e penetri nella vita sociale dei popoli”. È la frase tematica che apre la rivista fondata da p. Dehon nel 1889, prima della Rerum Novarum, intitolata: „Il Regno del cuore di Gesù nelle anime e nelle società” (RCJ), lontano germe dell'attuale rivista „Il Regno” edita dalle Dehoniane di Bologna.

Che p. Dehon fosse una personalità nota e ben caratterizzata sotto il profilo spirituale e sociale, ispirato al culto del cuore di Gesù, lo si può cogliere immediatamente dalla seguente nota di cronaca de La Civiltà Cattolica del 1897: „Dacché Leone XIII pubblicò la nota enciclica Rerum Novarum sulla questione sociale, è cominciato un felice movimento… A Roma presentemente due uomini illustri fanno conferenze sul menzionato tema, e sono il prof. Toniolo, ormai noto in Italia, e il p. Dehon, francese, generale dei Preti del Sacro Cuore. Il Toniolo parla… p. Dehon parla in una sala dei PP. Agostiniani dell'Assunzione in piazza dell'Aracoeli. Questi discorsi sono in francese e il p. Dehon si mostra molto pratico della materia. Parla in piedi, con molta disinvoltura, con tono tra chi insegna e chi amichevolmente discorre; e non ha dinanzi a sé che alcune carte in cui gitta solo un'occhiata fuggitiva e cui talora toglie in mano per leggere una statistica, un testo, una data. A luogo a luogo si scorgono lampi di eloquenza, i quali subito digradatamene ridiventano luce temperata e tranquilla di domestico conversare. I temi, da lui ormai quasi tutti trattati, sono i seguenti: 1° La presente crisi economica sociale in Francia e in Europa; 2° Vere cause del malessere sociale presente; 3° Il giudaismo, il capitalismo e l'usura; 4° Il socialismo e l'anarchia; 5° La missione sociale della chiesa” (6 marzo).

Sia consentito, prima di indicare la formazione sociale di p. Dehon, la sua azione precorritrice della Rerum Novarum, il suo apostolato sociale, specie fra il clero, citare ancora dalla sua rivista RCJ un brano sintomatico, e in certo modo profetico, scritto per commemorare la scomparsa di Leone XIII e proiettato sul secolo XX appena iniziato: „Leone XIII ha conservato sino alla fine una fiducia incrollabile… Questo secolo (XX) sarà democratico. I popoli vogliono una parte ragionevole del frutto delle loro fatiche. Ma questa democrazia o sarà cristiana o non sarà democrazia. La natura umana è tutta impregnata di egoismo. Tutte le civiltà pagane hanno visto i deboli oppressi dalla forza. Solo il vangelo può far regnare la giustizia e la carità. Ogni tentazione di riforma sociale al di fuori del cristianesimo sprofonderà nell'egoismo e nel dominio della forza. Le nazioni oscilleranno fra la tirannia di uno solo e quella di una oligarchia… Non c'è riforma sociale pratica, il cui germe non sia contenuto nel vangelo. Il secolo ventesimo farà dei tentativi disastrosi e ritornerà al vangelo per non perire nell'anarchia”.

Una personalità come p. Dehon non si improvvisa per la pubblicazione di una enciclica papale, anche fondamentale come la Rerum Novarum. Essa è cresciuta pian piano, nella sensibilità alla grazia e alla dimensione sociale del cristianesimo.

Preso fin dai suoi anni giovanili nella spirale dell'esperienza mistica, fece insieme diverse esperienze sociali, operative e culturali, che lo aprirono sulle situazioni sociali del tempo.

Adolescente ad Hazebrouck, nelle Fiandre, si iscrisse alla S. Vincenzo. Scriverà più tardi: „Stavo per lasciare quel paese di fede. Portavo con me i più preziosi tesori: il gusto e l'abitudine della pietà, lo zelo per le opere di carità”.

Studente di giurisprudenza all'università di Parigi, vi si iscrisse pure alla S. Vincenzo: „L'odio sociale regnava nel quartiere. Cominciavo a interessarmi al movimento politico, letterario e religioso”.

Durante le vacanze estive faceva lunghi viaggi. Nelle città industriali inglesi, il giovane Dehon rimase vivamente impressionato dal contrasto fra la grande ricchezza dei pochi e la miseria della classe operaia. Durante il terzo anno di università (1861-1862), a 18 anni, nacque in Leone Dehon il progetto per gli studi superiori in favore del clero di Francia. Ebbe incoraggiamenti da p. Gratry, p. d'Alzon, mons. Mermillod, L. Veuillot e altri.

Seminarista a Roma, durante l'anno di filosofia (1865-1866) lesse opere di cultura, opere dei Padri, amava gli studi di politica, di economia sociale e di filosofia… „Purtroppo - noterà - la morale sociale e la politica sono studiate in modo troppo incompleto nei seminari… La questione del socialismo mi preoccupava già nel 1870”.

Si può affermare che le indicazioni più concrete della Rerum Novarum avevano già trovato sperimentazione nell'apostolato del Dehon, a San Quintino, diocesi di Soissons, nel nord della Francia, sia come prete diocesano che come giovane fondatore dell'istituto religioso degli „Oblati”, poi „Preti del Sacro Cuore”.

Il 16 novembre 1871, Leone Dehon era giunto in quella cittadina industriale, dove su 49 mila abitanti circa 30 mila erano operai. Fece subito un'indagine. Il salario si alza e scende secondo i corsi del momento „come il prezzo degli schiavi”; nessuna istituzione protegge l'operaio; i nove decimi del padronato „non hanno alcuna nozione dei doveri”; vecchiaia, malattia, prole numerosa portano miseria e fame nelle famiglie; gli industriali leggono stampa liberale. Della classe operaia „nessuno, può dirsi, frequenta la chiesa”; leggono stampa socialista; nel cuore di questa gente „regna, non senza gravi motivi, l'odio della società attuale, con l'antipatia per il padrone e lo scontento verso il clero, che non fa abbastanza per loro”; molti vivono in alloggi infetti. „È certo che abbiamo qui - scrisse - una società putrida, e che tutte le rivendicazioni degli operai hanno un fondamento legittimo”.

Già il 20 novembre, quattro giorni dopo il suo arrivo, aveva osservato come a San Quintino mancassero, quali mezzi d'azione: un collegio ecclesiastico, con lo scopo preciso di formare una classe dirigente consapevole dei doveri sociali; un giornale cattolico, in controcorrente con il liberalismo o il socialismo; un patronato per i figli degli operai. „Io dovevo con la grazia di Dio - scriverà - dar l'opera mia per dotare San Quintino di tutte queste cose”.

P. Dehon, preparato da quattro lauree (diritto civile, filosofia, diritto canonico, teologia) per un apostolato della cultura, cominciò con l'apostolato delle opere. Fu uomo d'azione e insieme scrittore e conferenziere.

Questo avveniva già vent'anni prima della Rerum Novarum. Presto iniziò a partecipare e a promuovere dei congressi, a collaborare con altre riviste, a incontrarsi con altri preti. Riguardo al congresso dell'Unione delle opere a Reims, nel 1875, scriverà: „C'erano nella vita sociale delle ingiustizie latenti di cui noi ci rendevamo ben conto. Tutta una coscienza sociale da rifare e ciò richiedeva tempo e sofferenza… Tutte quelle opere (di assistenza) erano fragili e insufficienti, perché non andavano abbastanza a fondo nelle cose. Il diritto naturale era violato dall'organizzazione economica generale. Un programma di riforma sociale cominciava solamente ad abbozzarsi nel comitato di studi dell'Opera dei Circoli e nei primi scritti del grande vescovo di Magonza, mons. Ketteler”. Ancora: „Con le difficoltà economiche, il socialismo riprendeva vigore. I cattolici dovevano comprendere che la carità non bastava e che occorreva iniziarsi alle questioni della giustizia sociale e formarsi un programma di riforme”.

Il primo apostolato del nuovo istituto religioso (1878) aveva queste caratteristiche: opere sociali, missioni popolari, diffusione del culto al cuore di Gesù e della riparazione. Si distinse, fra i primi suoi religiosi, p. Charcosset per l'apostolato sociale a San Quintino e poi a Val-des-Bois, nelle officine di Leone Harmel, nella quali si facevano sperimentazioni di avanguardia, sia per riaccendere la fede in ambiente operaio (vero apostolato di vita cristiana) e sia per l'elevazione sociale del tenore e della qualità della vita. P. Dehon inviò perfino alcuni padri come cappellani del lavoro negli stabilimenti di Camaragibe, nel Brasile del nord (Pernambuco).

P. Dehon fu veramente apostolo, più che sociologo. Si trattava di apostolato sociale, incarnato fra la gente delle diverse e, a volte, opposte categorie sociali, dunque fra gli operai e gli imprenditori, a contatto con i luoghi di lavoro, nel vivo dei congressi più accesi, sempre con il dovuto spirito di obiettività, di giustizia, di servizio, di consiglio compente. Non si può fare apostolato di settore o di ambiente, senza conoscenza, esperienza e, quindi, studio e competenza nei problemi attinenti.

P. Dehon era preoccupato per l'allontanarsi della società da Cristo, la quale così perdeva le meravigliose e, per certi aspetti, uniche risorse davvero fondamentali del progresso umano, spirituale e insieme sociale.

In questo, p. Dehon come la stessa enciclica Rerum Novarum potevano sembrare integralisti, ma è un dato oggettivo che il fatto cristiano è divinizzante e umanizzante, portatore di salvezza eterna e di civiltà umana. La spiritualità, se autentica, fruttifica in civiltà. Al contrario, l'allontanamento dei popoli dalla fede può comportare rigurgiti di barbarie. Se è vero che „il sonno della ragione genera mostri”, ciò può essere ancor più vero per il sonno della fede. L'enciclica Rerum Novarum va rivalutata in questo senso e non svenduta alla critica interessata di integralismo cattolico proveniente dalle scuole laiciste tanto di destra quanto di sinistra. L'ateismo marxista è stato anche una sciagura sociale per i popoli dove si è sperimentato; altrettanto si deve dire dei sistemi economistici che assolutizzano il profitto, negando o sottovalutando le dimensioni religiosa ed etica della vita umana, personale e sociale.

La chiesa non può pretendere di fornire la soluzione di un nuovo sistema sociale e politico prefabbricato. Di ciò, nel magistero ecclesiastico, oggi c'è piena consapevolezza. Ma a livello di principi ispiratori la chiesa non può rinunciare a indicare nella autentica vita cristiana, aperta all'azione dello Spirito presente anche nelle altre religioni e in tutte le persone di buona volontà, il fondamento più valido per il progresso umano. Impoverirebbe la società e la civiltà del fermento più umanizzante.

In questo senso, la Rerum Novarum proclamava la „carità, regina delle virtù sociali” (n. 45), comprese la giustizia e la solidarietà; e p. Dehon considerava i 'congressi sociali' come „altrettanti ritiri spirituali”, perché, da parte sua, non vi raffigurava altro che interesse all'infuori di una „nuova fioritura della carità evangelica”.

P. Dehon era entrato nel cuore della gente. Sappiamo, da un testimone oculare, che a San Quintino, nell'ambiente operaio, quando si nominava p. Dehon, si parlava come di un amico. Si trovava a suo agio con gli imprenditori cristiani, ma era anche il prete degli operai e sosteneva in modo giusto i loro diritti: „Il primo dovere del padrone - affermava - è di assicurare all'operaio e alla sua famiglia il necessario per vivere convenientemente, prima di pensare a migliorare la sua condizione, con iniziative di carità”. Diceva ancora: „Occorrono santi, per risolvere la questione sociale. Senza santità l'uomo è lupo per l'uomo”.

P. Dehon si è ritrovato in pieno nelle direttive di Leone XIII contenute nella Rerum Novarum: proprietà privata, ma soggetta a una intrinseca finalità sociale, o destinazione universale dei beni; sostegno dapprima alle associazioni miste di padroni e operai, ma poi anche ai sindacati di soli operai; diritto e dovere dello stato di intervenire nei rapporti sociali, secondo il principio di sussidiarietà, per garantire il bene comune; sostegno ai lavoratori perché siano protagonisti delle loro giuste rivendicazioni o nella conquista dei loro diritti; no alla lotta di classe se intesa come odio di classe; „un salario sufficiente a mantenere se stesso e la sua famiglia” (RN n. 35); incoraggiamenti al sorgere di patronati e al radunarsi di congressi sociali, ecc…

Il meglio dell'impegno di p. Dehon è andato alla formazione spirituale e sociale dei preti. In Italia vi sono ancora preti anziani che ricordano di aver avuto sui banchi di scuola in seminario il „Manuale sociale cristiano” (1894), che ha per autore la Commissione di studi sociali della diocesi di Soissons, sotto la presidenza del Dehon, o il „Catechismo sociale” (1898) dello stesso Dehon. I preti erano i suoi destinatari privilegiati. Era guidato da un intento pastorale specifico per il mondo operaio.

Sintomatica è la meditazione 26ª del libro spirituale: „Il cuore sacerdotale di Gesù” (1907). È intitolata: „Il cuore sacerdotale di Gesù e i doveri della vita sociale e dell'azione popolare”. Nella parte finale scrive: „La chiesa ha elevato gli schiavi, per gradi, alla servitù, al proletariato; essa li condurrà alla partecipazione, alla cooperazione, alla uguaglianza civica… Con s. Francesco essa ha sottratto il popolo alla durezza del diritto feudale… Preti, dedicatevi alle opere antiche e nuove. Aiutate la stampa popolare… Andate al popolo con il metodo apostolico unito al metodo amministrativo. Andate al popolo rivendicando la giustizia e il diritto in suo favore”.

Nel 1887, dunque quattro anni prima della Rerum Novarum, iniziarono a Val-des-Bois raduni di seminaristi e poi di giovani preti. Collaboratori di Leone Harmel erano p. Dehon, il can. Perriot, il can. Pottier, don Gayraud e il celebre gesuita p. Lehmkhul. Di anno in anno, p. Dehon annota: „Riunione incantevole. Partecipano 25 giovani pii e distinti, l'élite dei nostri seminari” - „Sono delle giornate memorabili, ardenti, luminose, che non si possono scordare” (si trattava di 200 ecclesiastici) - „Questo piccolo congresso avrà il suo influsso per il risveglio della vita sociale cristiana in Francia” - „Qui si trova anticipatamente avverato quel che sarà l'avvenire della società: l'unione di Cristo e del popolo, del prete e dell'operaio” - ecc…

Queste riunioni ecclesiastiche suscitarono da una parte vivi entusiasmi e dall'altra vive avversioni. Le seconde finirono per prevalere dopo 14 anni, decretandone la fine. Parlando in un congresso a Taranto, p. Dehon rispose per le rime: „Non vi lasciate spaventare, cari seminaristi, dai fantasmi di due o tre vecchi preti o canonici, in ritardo di tre quarti di secolo… Avete con voi il papa”. Succede anche oggi sulle questioni del giorno.

Mons. Philippe, successore del Dehon alla guida dell'istituto dehoniano, lasciò questo ricordo del suo apostolato in Italia: „Il fondatore era persona conosciuta… Spiegava le encicliche del papa sulla questione sociale, sui problemi del mondo moderno e sulla democrazia in pubbliche conferenze e in intime adunanze familiari, che teneva nella residenza dei Sacerdoti del Sacro Cuore… Tra i partecipanti v'era il futuro papa Benedetto XV, mons. Giacomo della Chiesa, e il suo più intimo amico conte Radini-Tedeschi” poi vescovo di Bergamo.

Le conferenze romane furono tenute nel 1897; il cenacolo sociale nei primi tre anni del '900. Dehon annota nel diario: „Cominciano alcune riunioni internazionali di studi sociali; vi prendono parte il p. Biederlack, il p. David, mons. Tserelaes, mons. Radini, mons. Tiberghien, don Murri, il conte Agliardi e mons. Talamo”. Vi si discute, di volta in volta, del movimento sociale in Francia, in Italia, in Germania, ecc…

Un'altra battaglia innovatrice del p. Dehon fu con il Terz'Ordine di s. Francesco, per farlo ritornare al suo vero spirito di movimento di pacificazione contro le lotte feudali: „Non accettino né portino seco armi micidiali contro alcuno” (art. 16 della regola primitiva). „Il vero spirito di s. Francesco - diceva - sonnecchiava quanto il vero spirito di Cristo… I terziari devono essere fermento di vita cristiana in tutte le relazioni sociali”.

Con verità, p. Dehon fu precursore e apostolo della Rerum Novarum. Lasciò scritto: „Sono stato condotto dalla Provvidenza a scavare vari solchi, ma due soprattutto lasceranno un'impronta profonda: l'azione sociale cristiana e la vita d'amore, di riparazione e d'immolazione al Sacro Cuore di Gesù… Ho voluto contribuire all'elevazione delle classi popolari, con l'avvento della giustizia e della carità cristiana… Il lavoro deve continuare”.

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